Se rimpicciolisco, torneranno a volermi bene

Perfezione.

Una parola come tante. Ma per me rappresentava l’inferno.
Per raggiungerla sarei stata disposta a negare me stessa, fino a distruggermi, fino a perdere di vista i confini del mondo esterno.
Soltanto dopo anni compresi che LEI era un idolo evanescente, qualcosa di indefinibile che esisteva nella mia mente e in nessun altro luogo, e che le persone non si aspettavano affatto da me.

Essere accettati non vuol dire essere perfetti, ma costruirsi giorno dopo giorno seguendo quello che sentiamo dentro: solo così le persone si faranno un’idea di noi e ci vorranno bene per come siamo davvero.

(L’autrice)

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