E tu, saresti capace di starmi accanto? Alberto

Era troppo importante, troppo impegnativo, troppo emotivamente ingestibile per me.
Quando ti ho vista ho detto: “Eccola!” Ma dopo un po’ mi sei sfuggita tra le mani per il mio modo di fare e di comportarmi. Eri solo mia e di nessun altro. Ti avevo chiuso nel mio mondo, perchè dicevo a me stesso che lì fuori c’è gente violenta: quella violenza che ti strappa l’anima, che succhia il tuo sangue, che ti volta le spalle, ma mentre mi dicevo questo, lo stavo facendo io a te. Ti stavo succhiando l’anima.
Non lo facevo apposta, non lo facevo io, prima non ero così, prima ridevo al sole, prima mi facevo accarezzare dal vento. Sono successe tante cose, troppe, quel troppo che ti viene voglia di buttarti come una spazzatura. Sto continuando a scrivere sull’amore, quello che non si vede quello che non si tocca, quello che non si sente.

Per quanto riguarda te, ti ho detto aspettami…aspetta che la mia testa si regoli un po’, si stabilizzi sulla lunghezza d’onda di ciò che vuole.
Aspettami dietro l’angolo e starò lì con una rosa bianca, vestito di blu, per baciarti forte. Quel forte che ti toglie il respiro.

“Ti sfioro con le mani, tu sei di spalle. Non mi guardi. Mi respiri.

Cammino davanti a me, dietro allo specchio non c’è nulla, solo un tuo ricordo.”

(Alberto)